Le interviste: Anne Brown e Dorotea De Spirito a confronto!

Le autrici di “Un Bacio dagli Abissi” e di “Devilish” rispondono alle nostre domande sul mondo del fantasy e della scrittura.

ANNE GREENWOOD BROWN

Che cosa rappresenta per te il fantasy?

Io amo il fantasy. Vivo nella “realtà” sette giorni su sette, per cui mi piace la fuga che la fantasia può offrire. Amo anche creare personaggi mitologici che senti di poter incontrare lungo una passeggiata per strada. In “Un Bacio dagli Abissi”, Calder e le sue sorelle sono sirene con la capacità di trasformarsi in esseri umani, ma credo che le loro lotte tra lealtà familiare e indipendenza siano qualcosa nelle quali tutti noi ci possiamo possiamo identificare (anche se indossiamo le scarpe!).

Come scrittrice, hai abitudini particolari?

Ho un lavoro “normale” dal lunedì al venerdì, quindi la maggior parte della mia scrittura creativa si concentra durante il fine settimana. Inizio molto presto la mattina e vado avanti tutto il giorno. Le serate settimanali, invece, sono quelle in cui apporto tutte le revisioni. Sono una scrittrice che programma tutto in anticipo e in modo abbastanza dettagliato: il mio tempo è così limitato che devo farne il miglior uso. Avere uno schema mi aiuta a rimanere in pista. L’unico problema è che non posso pianificare il finale in anticipo. Potrei essere in grado di scrivere l’85 % della storia in cinque mesi, ma l’ultimo 15 % ne richiede altri due. Lavoro molto duramente per ottenere il finale “giusto”.

Da cosa trai ispirazione?

Beh, ci sono tantissimi autori che mi ispirano: J.K. Rowling, naturalmente, e Maggie Stiefvater. Ho tratto anche ispirazione dalla musica. Ma l’elemento principale è la natura: una profonda foresta oscura o un lago freddo e luminoso. Le storie mi vengono in mente con facilità quando immagino l’ambiente naturale prima di ogni altra cosa.
Ho passato un sacco di tempo sul Lago Superiore, che in realtà è più simile a un mare interno. È enorme per dimensioni, estremamente profondo, e molto, molto freddo. C’è un detto che dice: “Il Lago Superiore non restituisce i suoi morti”. Era la cornice perfetta per qualcosa, solo che non sapevo cosa in un primo momento. Una volta che l’idea di Calder White è venuta da me, la storia ha preso piede molto rapidamente.

Allora, ti piace la copertina italiana di Lies Beneath?

Io sono così, così, COSÍ innamorata della copertina italiana! È quello che ho sempre immaginato e sperato, e adoro come cattura lo stato d’animo del libro. È bella, fredda, romantica, disperata e soprattutto… bagnata!

Vuoi dire qualcosa ai lettori italiani?

Assolutamente! Ho avuto modo di trascorrere un mese in Italia quando ero al college, e sono rimasta molto colpita dalla storia, dalla bellezza, e dal romanticismo del luogo. Mi hanno colpito in maniera molto personale le catacombe e le storie dei martiri. Sono stati proprio il coraggio dei martiri e il loro spirito di sacrificio che mi hanno ispirato a scrivere “Un bacio dagli Abissi”, quindi sono molto contenta che Mondadori abbia voluto tradurre in italiano “Lies Beneath”. Spero davvero che i lettori italiani apprezzino la storia e si trovino in sintonia con i personaggi. Spero anche si sentiranno liberi di connettersi con me su Twitter (@ AnneGBrown) e Facebook (Anne Greenwood Brown). Spero di rivisitare l’Italia al più presto!

 

DOROTEA DE SPIRITO

Che cosa rappresenta per te il fantasy?

Nel suo senso canonico si tende a definirlo come un genere derivato dal grande Tolkien. Me ne intendo poco però, e forse come autrice e lettrice mi avvicino di più all’Urban Fantasy, anche se non amo definizioni e costrizioni. Per me è fantasy ogni storia che unisca al mondo reale un po’ di irreale, sia questo inteso come creature mitiche, magia o semplice discrepanza con il normale procedere della vita nella cosiddetta realtà. :-)

Che cosa ti ha spinto a scrivere Angel e Devilish?

La genesi di Angel è abbastanza complessa. È nata quando avevo circa diciassette anni, mescolando almeno due diverse ispirazioni: la prima è la canzone che si trova nell’apertura del libro: Wish you were here, dei Pink Floyd. Era un periodo in cui ne ero semplicemente ossessionata, soprattutto dalla parte iniziale, quella citata nella primissima pagina: “So you think you can tell heaven from hell?”. Ero arrivata a scriverla ovunque, a disegnarla. A questo si è aggiunto il testo del Simposio, di Platone. Una mattina, durante la lezione di greco, la nostra prof ci tradusse il passo in cui l’amore viene definito un demone, immaginato lacero, scalzo, compagno del bisogno. Altra immagine che non mi ha abbandonato e quindi ha iniziato a ronzarmi nella mente. Le due cose si sono mescolate ed è nata questa idea: una storia d’amore su un demone e un angelo, proprio perché alla fine nulla può dividere due anime che si amano, neanche Inferno o Paradiso.

Come scrittrice, hai abitudini particolari?

Da quando ho iniziato l’università cerco di usare ogni momento. Non ho riti, orari o esigenze particolari, ma c’è una cosa che mi accompagna fin da quando ero piccola: le scene migliori arrivano sempre quando si è in treno, in metro, a scuola, ovunque ma difficilmente davanti al pc e alla scrivania!

Qual è il tuo romanzo preferito tra quelli che hai scritto sinora?

Devo essere sincera: Destinazione Tokio Hotel. È stato il mio primo libro, la mia prima, piccola storia. Quando l’ho scritto ero una bambina ed è una storia semplice, delicata. Ma ha un bel messaggio se si ha il piacere o la voglia di cercarlo, e quando l’ho scritto non me ne rendevo conto: trovare se stessi, ascoltare la propria voce, crescere… Nel suo piccolo, Destinazione Tokio Hotel è questo, è me a quella età e lo è diventato da solo, senza neanche che me ne accorgessi.

Da cosa trai ispirazione?

Da tutto! Sono una persona che si distrae sempre. Non riesco a non guardarmi intorno, a non rimanere colpita da cento cose al giorno: una bella canzone, una notizia curiosa alla radio, un colore particolare del cielo. Mi piace guardare il mondo e, quando ci riesco, provare a raccontarlo.

Vuoi dire qualcosa ai lettori di Chrysalide?

Di continuare a leggere Chrysalide e di non smettere mai di leggere in generale. C’è una frase che amo molto, e vorrei lasciarvi proprio con questa: “Chi non legge vive una volta sola, un lettore vive mille vite prima di morire”.

Devilish di Dorotea De Spirito

Lei è un angelo senza ali, lui è il demone innamorato della sua preda.

Un’estate è passata da quando Vittoria ha scoperto che Guglielmo, il ragazzo che ama, è un demone. Sfidando regole e convenzioni della città degli angeli, ha deciso di difendere questo legame proibito senza però conoscerne il prezzo. Perché Eva, il demone che ha già cercato di riportare Guglielmo nell’Averno, ha solo atteso il momento giusto per reclamare la sua preda.

Adesso la città è sconvolta da eventi misteriosi: lunghe crepe spaccano la terra tremante, l’acqua delle fonti sprigiona il suo veleno e si tinge di nero, l’immagine e le parole delle anime defunte echeggiano nel silenzio delle strade.

Il patto tra l’inferno e la terra è stato infranto e solo Vittoria, l’angelo senza ali, può trovare la chiave per salvare se stessa e le persone che ama.

Dorotea dei Spirito, Devilish

IN LIBRERIA DAL 9 OTTOBRE

PAGINE 304 PREZZO 17,00 €
Disponibile anche in eBook