Com’è la vostra scuola? Esprimetelo con un racconto, una foto, un video o un disegno per ricevere Siamo ancora tutti vivi di Giulia Blasi!

“Com’è la vostra scuola? La mia, quando avevo l’età per andarci (sembra il Giurassico, ma erano solo gli anni ’80) era un edificio di ispirazione fascista che conteneva, oltre al mio Liceo (per i primi anni della mia permanenza anonimo, in seguito ribattezzato “Giacomo Leopardi”, perché eravamo tanto originali), la scuola media “Guido Monti”, che ho frequentato, e l’Istituto Professionale di Stato, dai cui studenti la scuola ci teneva ampiamente alla larga per questioni, sospetto, di classismo. All’epoca non ci mancava niente se non la palestra: per fare educazione fisica dovevamo andare a piedi fino al Palazzetto dello Sport. Erano altri tempi, era la scuola della Riforma Gentile, risalente appunto al fascismo – non sono così vecchia, eppure è così – e non quella della Riforma Gelmini, che tutti voi conoscete fin troppo bene.

Della mia scuola, complice l’assenza di fotocamere digitali, conservo giusto una manciata di foto di gruppo in cui compaio in vari stati di occhiali e permanente gravissima. Quello che mi piacerebbe – ci piacerebbe, piacerebbe a tutti – sarebbe vedere le vostre. Il libro che ho scritto, Siamo ancora tutti vivi, nasce da una visita a una scuola vera che si è trovata in una vera situazione di emergenza: la mia vicinanza con l’energia e la rabbia dei suoi studenti ha generato il desiderio di raccontare qualcosa che potesse anche solo in parte riprodurre quei sentimenti, e nel farlo parlare con la voce di chi vede sacrificato un diritto, un bene primario, all’idea che quel diritto sia solo un costo e non un investimento.

Ci piacerebbe scoprire, attraverso foto, video, disegni e racconti, come vi arrangiate per far funzionare le cose, quello che funziona, come vivete la vita dentro la scuola ogni giorno. Fatecelo sapere, manifestatevi, date segni di vita da un mondo di cui ci si occupa solo quando crolla un tetto o si scende tutti in piazza bloccando le tangenziali (sì, ci sono stata, a spasso sulla Tangenziale Est di Roma con gli studenti: è stato meraviglioso). Fateci vedere cosa vedete voi. Siamo curiosi, vogliamo sapere.”

Giulia Blasi

COME PARTECIPARE

Per partecipare all’iniziativa occorre:

Taggando la pagina Facebook di CHRYSALIDE oppure su Twitter con #siamoancoratuttivivi, pubblicare tra il primo di febbraio e la mezzanotte del 12 febbraio 2013 una foto, un video, un disegno, un racconto, uno scritto o un’altra produzione artistica a scelta legata al tema dell’iniziativa e con Siamo ancora tutti vivi come titolo della creazione*

Si può inviare una sola creazione a testa*

Chi sceglie i cinque vincitori:

1° e 2° classificato: saranno scelti dalla redazione di Mondadori Chrysalide, con il contributo dell’autrice di “Siamo ancora tutti vivi” Giulia Blasi;

3°, 4° e 5° classificato: saranno scelti dai fan della pagina Facebook di Chrysalide. Vincono le produzioni che hanno ottenuto più “Mi piace”.

N. B.: la redazione si riserva il diritto di rimuovere le produzioni non rispondenti al regolamento del sito o al tema dell’iniziativa

In regalo:

Ogni vincitore si aggiudicherà una copia di Siamo ancora tutti vivi, per un totale di 5 copie in tutto. I nomi dei vincitori, con le loro rispettive creazioni, verranno pubblicati sulla pagina di Chrysalide nei giorni successivi alla scadenza dell’iniziativa. Entro il 15 febbraio i vincitori dovranno mandare una mail a weblibri@mondadori.it specificando i recapiti a cui inviare il libro. Se entro questa data non sarà pervenuta la suddetta si procederà alla scelta di un nuovo vincitore.

Periodo: 1 febbraio – 12 febbraio 2013

AVETE TEMPO FINO ALLA MEZZANOTTE DEL 12 FEBBRAIO 2013
BUONA FORTUNA A TUTTI!

* ATTENZIONE: le foto non devono contenere immagini di persone riconoscibili, di minori, di marchi, insegne e/o altri soggetti/oggetti di proprietà di terzi né essere lesive dell’onore e della reputazione di alcuno, né contrarie alla morale e al buon costume. Il partecipante all’iniziativa si assume ogni responsabilità in ordine alla creazione fotografica che pubblica per partecipare.

I video devono avere una durata massima di 1 minuto e 30 secondi, possono contenere dettagli di persone (mani, capelli, persone in assoluta controluce), ma gli individui non devono poter essere in alcun modo identificati (no a primi piani, ma anche a figure intere in cui il volto sia distinguibile e soprattutto alle foto di minori) no a immagini lesive dell’onore e della reputazione di alcuno, né contrarie alla morale e al buon costume. Il partecipante all’iniziativa si assume ogni responsabilità in ordine alla creazione video che pubblica per partecipare.

I racconti non devono superare le 300 parole, devono essere di propria creazione e non lesive dell’onore e della reputazione di alcuno, né contrarie alla morale e al buon costume. Il partecipante all’iniziativa si assume ogni responsabilità in ordine alla creazione che pubblica per partecipare.

I disegni e le altre produzioni devono essere di propria creazione e non lesive dell’onore e della reputazione di alcuno, né contrarie alla morale e al buon costume. Il partecipante all’iniziativa si assume ogni responsabilità in ordine alla creazione che pubblica per partecipare.

Svelati i quindici finalisti del concorso NETFACE

Come accennato nei giorni scorsi attraverso le pagine social di Chrysalide, sabato 27 Ottobre Francesco Falconi è stato ospite della libreria Lupo Rosso di Torino per presentare Muses, il romanzo paranormal romance che ha per protagonista la discendente delle nove Muse Alice De Angelis.

Proprio in occasione dell’evento, trasmesso anche in streaming, sono stati annunciati i quindici finalisti del concorso letterario NETFACE, i quali si contenderanno la pubblicazione del proprio racconto in appendice a Muses 2.

I nostri complimenti ai finalisti! A seguire, l’elenco dei racconti in ordine alfabetico per autore:

 

1. Oblio su tela, di Danilo Campitelli;

2. Ispirato, di Maurizio Carnago;

3. Bistrot, di Filomena Cecere;

4. Rebecca, di Giulia Dal Mas;

5. L’ultimo applauso, di Alessio Del Debbio;

6. Salomè, di Michele del Vecchio;

7. Dolendo Discit Mori Mortalis, di Michele Greco;

8. 26 marzo 1991, di Mirko Hilbrat;

9. Con la mina di una matita, di Martina Lattore;

10. Discendenza muta, di Aaron Leonardi;

11. Heart beat, di Valentina di Martino;

12. Alice – The show must go on, di Paola De Pizzol;

13. Il volo di Alice, di Stefano Romagna;

14. Vendetta, di Teresa Rizzo;

15. Il grido di Thomas, di Claudia Tonin.

 

Il video della presentazione: Muses al Lupo Rosso

 

Il vincitore del concorso verrà annunciato sabato 3 novembre alle ore 17:45, durante la presentazione di Muses al Lucca Comics and Games (Sala Ingellis). Interverrà lo scrittore ed editor di Mondadori Ragazzi Francesco Gungui.

Le interviste: Anne Brown e Dorotea De Spirito a confronto!

Le autrici di “Un Bacio dagli Abissi” e di “Devilish” rispondono alle nostre domande sul mondo del fantasy e della scrittura.

ANNE GREENWOOD BROWN

Che cosa rappresenta per te il fantasy?

Io amo il fantasy. Vivo nella “realtà” sette giorni su sette, per cui mi piace la fuga che la fantasia può offrire. Amo anche creare personaggi mitologici che senti di poter incontrare lungo una passeggiata per strada. In “Un Bacio dagli Abissi”, Calder e le sue sorelle sono sirene con la capacità di trasformarsi in esseri umani, ma credo che le loro lotte tra lealtà familiare e indipendenza siano qualcosa nelle quali tutti noi ci possiamo possiamo identificare (anche se indossiamo le scarpe!).

Come scrittrice, hai abitudini particolari?

Ho un lavoro “normale” dal lunedì al venerdì, quindi la maggior parte della mia scrittura creativa si concentra durante il fine settimana. Inizio molto presto la mattina e vado avanti tutto il giorno. Le serate settimanali, invece, sono quelle in cui apporto tutte le revisioni. Sono una scrittrice che programma tutto in anticipo e in modo abbastanza dettagliato: il mio tempo è così limitato che devo farne il miglior uso. Avere uno schema mi aiuta a rimanere in pista. L’unico problema è che non posso pianificare il finale in anticipo. Potrei essere in grado di scrivere l’85 % della storia in cinque mesi, ma l’ultimo 15 % ne richiede altri due. Lavoro molto duramente per ottenere il finale “giusto”.

Da cosa trai ispirazione?

Beh, ci sono tantissimi autori che mi ispirano: J.K. Rowling, naturalmente, e Maggie Stiefvater. Ho tratto anche ispirazione dalla musica. Ma l’elemento principale è la natura: una profonda foresta oscura o un lago freddo e luminoso. Le storie mi vengono in mente con facilità quando immagino l’ambiente naturale prima di ogni altra cosa.
Ho passato un sacco di tempo sul Lago Superiore, che in realtà è più simile a un mare interno. È enorme per dimensioni, estremamente profondo, e molto, molto freddo. C’è un detto che dice: “Il Lago Superiore non restituisce i suoi morti”. Era la cornice perfetta per qualcosa, solo che non sapevo cosa in un primo momento. Una volta che l’idea di Calder White è venuta da me, la storia ha preso piede molto rapidamente.

Allora, ti piace la copertina italiana di Lies Beneath?

Io sono così, così, COSÍ innamorata della copertina italiana! È quello che ho sempre immaginato e sperato, e adoro come cattura lo stato d’animo del libro. È bella, fredda, romantica, disperata e soprattutto… bagnata!

Vuoi dire qualcosa ai lettori italiani?

Assolutamente! Ho avuto modo di trascorrere un mese in Italia quando ero al college, e sono rimasta molto colpita dalla storia, dalla bellezza, e dal romanticismo del luogo. Mi hanno colpito in maniera molto personale le catacombe e le storie dei martiri. Sono stati proprio il coraggio dei martiri e il loro spirito di sacrificio che mi hanno ispirato a scrivere “Un bacio dagli Abissi”, quindi sono molto contenta che Mondadori abbia voluto tradurre in italiano “Lies Beneath”. Spero davvero che i lettori italiani apprezzino la storia e si trovino in sintonia con i personaggi. Spero anche si sentiranno liberi di connettersi con me su Twitter (@ AnneGBrown) e Facebook (Anne Greenwood Brown). Spero di rivisitare l’Italia al più presto!

 

DOROTEA DE SPIRITO

Che cosa rappresenta per te il fantasy?

Nel suo senso canonico si tende a definirlo come un genere derivato dal grande Tolkien. Me ne intendo poco però, e forse come autrice e lettrice mi avvicino di più all’Urban Fantasy, anche se non amo definizioni e costrizioni. Per me è fantasy ogni storia che unisca al mondo reale un po’ di irreale, sia questo inteso come creature mitiche, magia o semplice discrepanza con il normale procedere della vita nella cosiddetta realtà. :-)

Che cosa ti ha spinto a scrivere Angel e Devilish?

La genesi di Angel è abbastanza complessa. È nata quando avevo circa diciassette anni, mescolando almeno due diverse ispirazioni: la prima è la canzone che si trova nell’apertura del libro: Wish you were here, dei Pink Floyd. Era un periodo in cui ne ero semplicemente ossessionata, soprattutto dalla parte iniziale, quella citata nella primissima pagina: “So you think you can tell heaven from hell?”. Ero arrivata a scriverla ovunque, a disegnarla. A questo si è aggiunto il testo del Simposio, di Platone. Una mattina, durante la lezione di greco, la nostra prof ci tradusse il passo in cui l’amore viene definito un demone, immaginato lacero, scalzo, compagno del bisogno. Altra immagine che non mi ha abbandonato e quindi ha iniziato a ronzarmi nella mente. Le due cose si sono mescolate ed è nata questa idea: una storia d’amore su un demone e un angelo, proprio perché alla fine nulla può dividere due anime che si amano, neanche Inferno o Paradiso.

Come scrittrice, hai abitudini particolari?

Da quando ho iniziato l’università cerco di usare ogni momento. Non ho riti, orari o esigenze particolari, ma c’è una cosa che mi accompagna fin da quando ero piccola: le scene migliori arrivano sempre quando si è in treno, in metro, a scuola, ovunque ma difficilmente davanti al pc e alla scrivania!

Qual è il tuo romanzo preferito tra quelli che hai scritto sinora?

Devo essere sincera: Destinazione Tokio Hotel. È stato il mio primo libro, la mia prima, piccola storia. Quando l’ho scritto ero una bambina ed è una storia semplice, delicata. Ma ha un bel messaggio se si ha il piacere o la voglia di cercarlo, e quando l’ho scritto non me ne rendevo conto: trovare se stessi, ascoltare la propria voce, crescere… Nel suo piccolo, Destinazione Tokio Hotel è questo, è me a quella età e lo è diventato da solo, senza neanche che me ne accorgessi.

Da cosa trai ispirazione?

Da tutto! Sono una persona che si distrae sempre. Non riesco a non guardarmi intorno, a non rimanere colpita da cento cose al giorno: una bella canzone, una notizia curiosa alla radio, un colore particolare del cielo. Mi piace guardare il mondo e, quando ci riesco, provare a raccontarlo.

Vuoi dire qualcosa ai lettori di Chrysalide?

Di continuare a leggere Chrysalide e di non smettere mai di leggere in generale. C’è una frase che amo molto, e vorrei lasciarvi proprio con questa: “Chi non legge vive una volta sola, un lettore vive mille vite prima di morire”.

Un bacio dagli abissi, la verità viene a galla

Quali sono le storie d’amore più famose e difficili che vi vengono in mente?

Io penso a Romeo e Giulietta, la Bella e la Bestia, Ofelia e Amleto, Elizabeth Bennet e il sig. Darcy, Padme e Anakin, Paolo e Francesca, Renzo e Lucia, Diabolik e Eva Kant.

Dopo aver letto questo libro, però, anche Lily e Calder sono nei miei pensieri. Due giovani che un crudele destino fa incontrare, due giovani uniti da una sorte decisa nel passato: Lily Hancock, una diciassettenne dai riccioli biondi, gli anfibi e i collant color prugna, amata primogenita di una tipica famiglia americana, e Calder White, diciott’anni, tre strane sorelle e molti segreti.

Ma quando la famiglia Hancock si trasferisce accanto al Lago Superiore tutto viene a galla. Calder ha un compito ingrato, ha una doppia vita misteriosa e crudele che ben presto incrocerà il cammino di Lily, e non per caso. Continua a leggere

Biancaneve e il Cacciatore, lo specchio non mente

C’era una volta. Un re buono, una regina che moriva troppo presto, una bambina bellissima, Biancaneve. E la strega cattiva, con lo specchio magico e le brutte intenzioni.

Questa storia comincia come ricordate, con il re Magnus che cade nel tranello di Ravenna, una splendida ragazza che si fa salvare e sposare per poi ucciderlo durante la prima notte di matrimonio. Ma la sua vera identità viene svelata, Ravenna è una strega a capo dell’Armata Oscura che vuole conquistare il trono e il regno.

La giovane Biancaneve viene imprigionata per dieci anni e quando finalmente riesce a scappare tutto cambia: ad attendere la diciassettenne in fuga c’è la Foresta Tenebrosa, un luogo denso di pericoli e inganni, e la strada verso la verità sembra essere più difficile del previsto.

Continua a leggere

Shades, i fantasmi del passato

Preparare grandi valigie con le foto dei parenti strampalati, i vestiti invernali e i libri preferiti, e partire dall’America per raggiungere Londra, da sola. Rori, che Aurora lo è soltanto per la nonna, è pronta per un grande salto: una nuova scuola in una città dall’altra parte del mondo, nuove regole e nuova vita.

Ma quando ti senti pronto per fare un balzo così grande, quando stai raccogliendo le forze per spiccare il volo, ecco allora che il destino ti guarda e decide di affidarti un compito ancora più difficile. Così da una parte c’è Rori, con la sua ironia, la nuova compagna di stanza Jazza e Jerome, quel ragazzo ricciolino. E dall’altra parte arrivano gli omicidi, quella metodologia che solo nel 1888 si era vista, quell’orrore che sembra portare la firma di Jack Lo Squartatore.

Tutto si consuma accanto a Rori e ai suoi nuovi amici, tutto pare assurdo eppure così reale, così vicino, inquietante.

Continua a leggere

Mi piace vederti felice, il futuro che cambia il passato

Tutti noi abbiamo avuto un amore che ci ha tradito, ferito. Aura aveva i suoi amici, la scuola, e poi aveva Daniele. Ma, quando lui ha umiliato il loro rapporto, lei ha deciso di partire, cambiare aria e dimenticare.

La casa all’Isola d’Elba della nonna l’avrebbe protetta, guarita, quel viaggio assieme ai suoi migliori amici avrebbe spazzato via i brutti ricordi. Eppure quella casa stessa, chiusa da quando la nonna era mancata, è a sua volta un nodo di immagini legate alla memoria, e Aura lo sa bene. I richiami del passato la solleticano ad ogni angolo, ogni strada le parla di lei bambina, ogni granello di polvere sulle vecchie fotografie le fa pensare all’amata nonna.

Tutti noi abbiamo un confidente, un blog, un luogo sicuro in cui deporre i nostri segreti.

Anche la nonna di Aura ne aveva uno, aveva un diario. E in quelle pagine riversava i suoi pensieri, le sue tristezze, le verità che nessun altro doveva sapere. Continua a leggere

Chi è Mara Dyer, il cammino verso la verità

Un giorno hai le tue certezze, le tue stabilità, e il giorno dopo le hai smarrite. Un giorno hai la scuola, gli amici e un ragazzo, e il giorno dopo non ricordi più nulla. Mara Dyer si sveglia in un letto di ospedale e il tempo è trascorso in un modo che la sua mente rifiuta, ricaccia all’indietro: sarà la sua famiglia a dirle quello che è successo a Rachel e gli altri, sarà sua madre a raccontarle di quel palazzo che è crollato sul futuro dei suoi amici e che ha salvato lei.

Fino a che non arriva il tempo di ricostruire, di dimenticare, di andare avanti.

Cambiare città, cambiare scuola, far cambiare vita a tutta la famiglia, sembra essere questa l’unica soluzione per poter ricominciare daccapo. Ma il passato riecheggia nella mente di Mara, si manifesta attraverso allucinazioni, sogni terribili e episodi reali che sembrano frutto della sua immaginazione. Continua a leggere