Perché leggere “Shadowhunters”: le vostre risposte!

Ecco la seconda parte delle risposte che ci avete dato quando vi abbiamo chiesto Perché leggere Shadowhunters!

Ivanalessia : Perché i personaggi della saga “Shadowhunters” sono descritti talmente bene che sembrano reali e li consideri come dei vecchi amici, ed è facile affezionarsi a loro e seguirli nelle loro avventure e disavventure tra vampiri, licantropi e mostri vari (spesso esiste solo un filo sottile che lega il bene dal male). E’ una serie che si legge con piacere, grazie ad una trama scorrevole e una bella ambientazione.

Jessica Bartesina : Un valido motivo per leggere le saghe di “Shadowhunters” di Cassandra Clare? Perché ti fanno venir voglia di lanciarli dalla finestra! Pieni di colpi di scena, catturano l’attenzione del lettore e smettere di leggere risulta davvero difficile! E come non accennare al fascino dei personaggi? Irruenti, affascinanti, misteriosi, dolci, comprensivi e a tratti dei gran bastardi, sono così ben caratterizzati che il lettore li sente vicini, come se fossero amici di vecchia data e non dei semplici personaggi stampati; sono così veri che riesci a gioire con loro e quando soffrono ti sembra di morire.

In poche parole, consiglio Shadowhunters (saghe The Mortal Instruments e The Infernal Devices) a tutte le persone che cercano un libro fantasy che riesca a coinvolgerle come solo pochi altri riescono a fare.”

 

Eleonora : Premettendo che elencare solo dieci ragioni per leggere quella che per me è la più grande creazione dopo Internet e la Nutella è paragonabile come difficoltà allo scegliere cinque da portare su un’isola deserta, la vera domanda è: perché solo cinque? Perché non dieci, o ancor meglio cento? Prima di tutto perché questo è un post collettivo e le manie di grandezza non sono mai piacevoli, secondariamente perché se non mi metto un limite qui potremmo farci notte, e nessuno vuole stare a perdere tempo quando lo si potrebbe utilizzare in modi ben più utili (per leggere la saga, ad esempio).

Ma torniamo a noi: cinque ragioni per leggere la saga Shadowhunters.

La prima è semplice: la storia. Impossibile riassumerla in poche righe e riuscire a darle giustizia, deve bastarvi sapere che c’è tutto quello che si può desiderare in un libro: amore, mistero, azione, magia, un mondo di creature paranormali infinito e assolutamente affascinante, dai vampiri alle fate, passando dai demoni e arrivando agli stregoni. Una volta entrati nel mondo degli Shadowhunters diventa impossibile uscirne senza gravi crisi d’astinenza o una depressione cronica.

Ma cosa sarebbe una storia favolosa senza personaggi degni di questo nome? Non sarebbe nulla, ed è per questo che nella saga degli Shadowhunters troviamo alcuni dei personaggi più incredibili e meglio caratterizzati che io abbia mai avuto la fortuna di incontrare. E non sto parlando solo dei protagonisti, no. Sto parlando di ogni singolo personaggio, da quello più importante a quello apparentemente più innocuo, dall’eroe che salva la giornata al ragazzo terrorizzato che sconfigge un demone senza mai averne visto uno prima, e tu stai lì a leggere di tutte queste imprese straordinarie quando anche tenere un libro di quasi cinquecento pagine in mano per più di un’ora di fila diventa una sfida e ti ritrovi a parlare con loro come se esistessero veramente, perché quando un libro è così fantastico la sanità mentale non sembra più tanto importante. E cosa c’è di meglio dell’avere un cattivo talmente favoloso da ritrovarsi, almeno per un momento, a fare il tifo per lui? Ve lo dico io: nulla.

Non siete ancora convinti? Va bene, non mi scoraggio. La saga Shadowhunters non è solo incredibilmente romantica (enfasi sull’incredibilmente), appassionante, originale ed emozionante, no. È anche divertente. E non sto parlando di quel divertente che ti strappa un sorriso ogni cento pagine, sto parlando di quel divertente che ti fa scoppiare a ridere da solo in una stanza piena di persone che ti guardano come se fossi matto (e probabilmente lo sei diventato, vedi punto 1. E 2.).

Direte voi, chi me lo fa fare a perdere la testa, la sanità mentale e il rispetto del prossimo per una saga? Ed è qui che viene il bello, perché il fandom di questa serie è un gruppo di sostegno che a confronto gli Alcolisti Anonimi sono dei principianti. A qualsiasi ora del giorno e della notte, in qualsiasi parte del mondo, troverai decine di persone che condividono la tua stessa passione (o follia), nello stesso identico modo viscerale che solo i lettori più accaniti possono conoscere.

E a questo punto, c’è l’ultimo motivo, il più importante: Cassandra Clare. Non solo quella donna è un genio, è anche la più grande fan dei suoi personaggi e delle sue storie. Li ama con tutta se stessa, ed è proprio il suo amore e la sua incredibile passione che saltano fuori dalle pagine e arrivano a chi legge, rendendo i libri indimenticabili.

In sostanza, Shadowhunters vi farà perdere la testa. Ma, ve lo garantisco, sarete in ottima compagnia.

 

Monica Briatico : Gli Shadowhunters vi trascineranno in una New York incantata dove nulla è come sembra. I demoni sono all’ordine del giorno, le fate sono esseri malvagi e si, abbiamo anche i vampiri, licantropi e stregoni in una serie che ha fatto conoscere al mondo la straordinaria Cassandra Clare che ti sa stupire con dei colpi di scena inaspettati e che vorresti poter vivere anche tu. Da leggere assolutamente!

 

Nicole Boccaletti : Un libro magnifico per una scrittrice magnifica! Non ho mai letto un libro così travolgente. Tanto che tengo una top 3 e il primo posto se lo contendono Hunger Games e Shadowhunters! Questa saga fa viaggare in mondi nascosti per non parlare dei personaggi sembrano talmente veri da esserti sempre accanto nella lettura. Leggete Cassandra Clare e le saghe da lei scritte!

 

Rossella Pinto Ho tante motivazioni – soggettive, lo sottolineo: non è detto che quanto piace a me debba piacere anche agli altri – per consigliare la lettura di The Mortal Instruments e The Infernal Devices. Talmente tante che metterle su carta è praticamente impossibile – ma proverò a elencarne due o tre.

Spero ne esca una risposta sensata.

Shadowhunters (e, lo sottolineo, quando dico “Shadowhunters” parlo sia di TMI che di TID) è una buona saga. Una di quelle che rapisce il lettore, che lo conduce in un mondo nuovo. Che gli presenta personaggi eccezionali e nemici carismatici, che lo fa sorridere, piangere, ridere, deprimere.

Ha dei difetti, come tutte le buone cose, ma anche tantissimi pregi. E uno dei punti di forza di Shadowhunters è lo stile della Clare.

Cassandra Clare non forza le parole. Le descrizioni non sono pompose, ma chiare, lineari, e veramente molto affascinanti; i dialoghi sono credibili. Sa inserire citazioni senza appesantire il discorso, cosa non da tutti, e la presenza di altre lingue – italiano, francese, latino, greco e via così – è perfettamente giustificata dal contesto.

Leggere un libro della Clare è una goduria, perché scorre facilmente e in maniera accattivante.

E poi ci sono i personaggi. E qui, onestamente, non riesco a non partire in quarta e lanciare gridolini estatici.

Con buona pace di due genitori (il padre di Alec e Isabelle e quello di Gideon e Gabriel), che per ragioni più o meno personali avrei volentieri preso a calci, posso affermare di aver amato tutti. Tutti. Jace e Will, ovviamente, ma anche Alec, Magnus, Jem, Gideon, Simon e via dicendo.

Anche le eroine – protagoniste o meno – mi hanno conquistata: Isabelle è meravigliosa, capisco Tessa talmente tanto da star male, Clary mi fa tenerezza.

Jonathan Christopher – “Sebastian”, per intenderci – ha fatto di tutto perché i lettori lo odiassero, e invece io non ci riesco. Mille ragioni per detestarlo, altre mille più o meno velate per capirlo.

E pure Valentine, che tante colpe ha, riesce a risultare un personaggio a tutto tondo, con luci e ombre. Sbaglia e persevera a sbagliare, ma in ciò che ha fatto c’è pure del bene; e calandosi in lui, un po’ si può capire il perché delle sue scelte.

Tutti i personaggi crescono, di libro in libro, e sono umani. Hanno reazioni credibili, provare empatia per loro è un piacere.

Li si osserva interagire tra loro, soffrire, ridere, e senza neppure rendersene conto si finisce col piangere per loro e sorridere sapendoli felici: anche questo, per me, è uno dei pregi di Shadowhunters.

Che le relazioni siano d’amore o d’amicizia – o anche d’odio – non importa: sono bellissime comunque.

Le trame, che inizialmente possono presentare qualche falla o sembrare scontate, sono complete e ben congeniate, oltre che per nulla banali; ogni libro ci regala un tassello, immergendoci ancor di più nella storia.

Tra The Mortal Instruments e The Infernal Devices ci sono legami forti: sono sì due saghe a sé stanti, ma piccoli dettagli (mi riferisco, per esempio, all’attualmente inedito – in Italia – City of Lost Souls, dove Clary ha modo di vedere l’Angelo Meccanico di Tessa e Jace trova un libro di Will) e personaggi (Magnus, volendo fare un nome, o pure Camille) rendono l’universo degli Shadowhunters vasto e dettagliato.

Il lettore non può non restare catturato, e divertirsi a cercare i collegamenti e i punti in comune.

Cassandra Clare è riuscita a creare un universo magico, ricco di fascino. Ha saputo gestire tante tematiche diverse con profondità, spingendo il lettore a riflettere. E, onestamente, trovo ci siano pochi libri dove vampiri, nephilim, fate e così via riescano a convivere senza sembrare un ammasso informe di nomi e cliché.

Potrei dire molto altro, ma sarebbe un po’ inutile, credo. Shadowhunters è un mondo che va scoperto da soli; è questo l’unico modo per conoscerlo, e amarlo.

Un pensiero su “Perché leggere “Shadowhunters”: le vostre risposte!

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