Cinder, la recensione di Sonia

Ciao a tutti!

Sono Girasonia76 del blog Cuore d’inchiostro, felicissima di essere ospite di questi favolosi mondi!

Riemergo per qualche istante dai libri in cui mi trovo sepolta per raccontarvi una favola.

Una favola antica ma nuova. Una di quelle che tutti amano. Non potevo certo tenermene lontana.

Un grazie gigante ai fantastici Mondi di Chrysalide per avermi permesso di viverla!

“Anche nel futuro le storie cominciano con C’era una volta…”

Datemi un C’era una volta e vi solleverò il mondo, disse qualcuno.

Ok, forse non disse queste esatte parole. Ma lasciatemele passare.

C’è bisogno di favole nel mondo, e se quelle favole non si presentano spesso nella nostra vita quotidiana (o siamo noi che non sappiamo riconoscerle?), allora lunga vita a quegli scrittori che scelgono di farcele vivere attraverso i libri.

Amo le favole in tutti loro adattamenti: televisivi, cinematografici, letterari. Non riesco a tenermene lontana. Non ho una favola preferita perché forse lo son tutte: ho un debole per quelle che mi fanno sognare e sperare. Per quelle che mi regalano un lieto fine dopo mille peripezie. Per quelle che mi fanno esclamare: io ci credo!

Ed ecco che in Italia arriva Cinder, ulteriore adattamento dell’indimenticabile favola di Cenerentola, l’unica favola che continua a far sognare milioni di bambine(e non) di tutte le epoche. L’autrice è stata in grado di raccontarci una storia in maniera originale ma senza snaturare eccessivamente uno dei nostri personaggi preferiti? Ha saputo mantenere il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione?

La trama non ci svela granché: veniamo a conoscenza dell’esistenza di una matrigna, di un principe e di una serie di ostacoli al coronamento di un (im)possibile amore. Non basta certo chiamarsi Cinder e avere una matrigna per diventare la nostra Cenerentola. E infatti la Meyer è andata più a fondo.

C’era una volta, in un futuro lontano, una ragazza chiamata Cinder. Cinder viveva con la matrigna e le sorellastre ma non come semplice figlia. Su di lei gravavano i lavori più pesanti: era sempre sporca di grasso e di olio, essendo un meccanico. I soldi che guadagnava servivano per mantenere il posto in quella famiglia. Un giorno nell’officina arrivò il principe Kai, che guardò al di là delle macchie di sporco della ragazza mostrandole interesse e gentilezza. L’incontro con il principe iniziò a smuovere qualcosa nella ragazza: aveva iniziato a sognare, seppur era restia ad ammetterlo. Sarebbe riuscita ad andare al ballo di corte, con la matrigna che faceva di tutto per impedirglielo? Avrebbe avuto il suo happy ending, diventando magari la nuova principessa?

Questa che vi ho raccontato è la favola che troverete nel romanzo. Sono quegli elementi che ci fanno capire che la Meyer non ne ha alterato la natura ma si è dimostrata fedele alla Cenerentola universale.

Al di là di essa troverete un mondo straordinario ma a suo modo spaventoso. Troverete il genio dell’autrice.

La Meyer ha preso la protagonista e l’ha fatta muovere in un futuro lontano, dominato dalle macchine e dalle innovazioni tecnologiche. L’ha fatta diventare una cyborg dalle fattezze umane.

Ha preso le sorellastre e ha fatto sì che una delle due mostrasse calore e affetto verso Cinder, dimostrando la possibilità di amare come una vera sorella anche chi sorella non è.

Ha preso delle macchine e ha dato loro un cuore, rendendole più umane degli esseri umani.

Ha preso il Principe e gli ha dato personalità: non è il semplice principe azzurro sul cavallo bianco il cui unico merito è quello di aver trovato la proprietaria di una scarpetta. Il principe Kai è un uomo che s’innamora, ma non può dedicarsi al suo lieto fine finché non riuscirà a trovare il giusto lieto fine per il paese in cui regna.

E non dimentichiamoci Cinder. Non avrà nessuna Fata Madrina, nessuna Zucca (oddio, qualcosa di simile la troverà, ma non ci sarà nessuno a facilitarle la cosa!), nessuna riunione di uccellini e topini a cucirle il vestito. Cinder si dimostrerà matura, e per niente preda di turbamenti d’amore come avevamo temuto. L’amore arriverà e si manifesterà, ma per altruismo.

Non vi svelerò altro, perché ora è il vostro turno.

Tocca a voi immergervi nella lettura facendovi trasportare in un futuro lontano. Tocca a voi sognare, sperare e credere. Tocca a voi prendere questa favola e magari leggerla e rileggerla, per raccontarla un giorno ai vostri figli in questa forma arricchita.

La Meyer non si è limitata a raccontare una favola e non si è ridotta a scrivere il solito romanzo young adult.

Ha preso i due generi, li ha mescolati e approfonditi dando loro dignità di romanzo.

7 pensieri su “Cinder, la recensione di Sonia

  1. Ciao Sonia!!
    Sin da quando nelle librerie hanno cominciato a fare capolino queste nuove rivisitazioni, ho temuto che, da un momento all’altro, potessero diffondersi a macchia d’olio come hanno fatto gli urban fantasy “post-Twilight”, privando così le fiabe della loro eterna magia. I pochi romanzi di questo genere che ho avuto modo di leggere fino a questo momento (ad esempio Beastly) hanno smentito questi miei presentimenti, ma la trama di Cinder – troppo fantascientifica e poco in linea con la famosissima favola – non mi ispirava tantissimo. Adesso – grazie a te… o a causa tua!! – un altro titolo si aggiunge alla mia infinita wishlist. Bellissima recensione! :D

  2. Wow :D Che bella recensione, Sonia! Non posso che esser d’accordo su ogni cosa. Anche io ho adorato il fatto che Marissa Meyer non abbia completamente snaturato quella che è la fiaba originale, e credo che sia proprio questo il più grande pregio del tomo :) Ancora complimenti!

  3. Magnifica recensione!! mi hai fatto davvero venir voglia di leggerlo :)
    anch’io amo le favole e se posso cerco di non perdermene una.

  4. Come ogni tua recensione, anche questa è meravigliosa, piena di sentimento e passione.
    Ho letto Cinder un po’ di tempo fa, e se ricordi te lo consigliai. Sperando un giorno di poter leggere un tuo pensiero positivo, e finalmente è arrivato quel giorno.

    Sono veramente felice che Cinder ti sia piaciuto, perchè credo possa far sognare, ma al tempo stesso dar modo di ragionare.
    La Meyer come dici tu, è stata meravigliosa nel creare questo mondo e metterci i personaggi di Cenerentola, ma adattati come voleva lei.
    Fantastico libro e splendida recensione. *-*

  5. Splendida recensione, Sonia, come al solito!! ^_^
    Condivido in tutto e per tutto il tuo pensiero su Cinder. L’autrice riesce a unire in modo esemplare fiaba, tecnologia e genere YA, peccato solo per il finale troppo aperto :(

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