Il fantastico viaggio di Multiversum

Il viaggio di Multiversum continua! In tantissimi avete parlato della sua storia, di Alex e Jenny, del loro futuro.

Facciamoci una passeggiata nel Multiverso dei giornali e scopriamo cosa hanno scritto del libro di Leonardo Patrignani!

 

“La storia avvince, il libro diverte e l’ultima pagina lascia il desiderio di scoprire come tutto finirà… se finirà.” (LA REPUBBLICA)

“Multiversum non è il solito urban fantasy per ragazzini ma un romanzo d’iniziazione alchemica e di formazione.” (CRONACA QUI)

“Romanticismo, scenari tra Inception e Harry Potter, universi paralleli…” (VANITY FAIR)

“Multiversum ci fa precipitare fin dalle prime pagine nella dimensione più affascinante di tutte, quella del racconto.” (GQ ITALIA)

“Bisogna immergersi nella lettura di Multiversum senza pregiudizi di genere e senza dare niente per scontato, perché ogni pagina può sconvolgere quella precedente. Proprio come il Multiverso.” (ROCK HARD ITALY)

“Una storia che si lascia leggere con estrema rapidità, grazie a uno stile diretto e fresco, privo d’inutili orpelli e adatto al pubblico dei giovani lettori” (FANTASY MAGAZINE)

“L’autore ha saputo cogliere e narrare la vera essenza degli universi multipli, dove esistono un’infinità di Terre e un’infinità di noi.” (FANTASCIENZA.COM)

“Leonardo Patrignani, vero enfant prodige del fantastico” (IF – INSOLITO E FANTASTICO)

“Ho apprezzato lo stile narrativo di Leonardo Patrignani, lineare, scorrevole, discorsivo senza cadere nel banale solo perché il romanzo è indirizzato ai giovani lettori.” (Barbara Baraldi, autrice di Scarlett)

“Vi consiglio di leggerlo, se il genere è nelle vostre corde, perché per me è stata una piacevole scoperta e lettura. Fresco lo stile, ottime le idee e geniale il finale.” (Francesco Falconi, autore di Muses)

 

Manca soltanto il vostro parere, scrivetecelo!

Un pensiero su “Il fantastico viaggio di Multiversum

  1. Anche se molti libri parlano di universi paralleli, Multiversum è un caso eccezionale: utilizza il fantasy per farci riflettere sul senso di ciò che ci circonda, senza farlo diventare un mattone di filosofia.

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